Mauro Berruto, una visita speciale

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Mauro Berruto e il nuovo selfie con l’Athena Volley

A due anni dalla storica giornata trascorsa a Scampia, l’ex CT della nazionale maschile è tornato a salutare i ragazzi dell’Athena Volley del presidente Ivan Capozzi

Due anni fa arrivò indossava una tuta bella ma allo stesso tempo pesante. Entrò in una palestra della periferia nord di Napoli ritrovandosi sommerso dall’affetto e dall’entusiasmo di grandi e piccini. D’altronde non fu cosa da tutti i giorni ritrovarsi in campo con l’allora CT della nazionale maschile di pallavolo accompagnato in visita a Napoli addirittura dal presidente della Fipav, Carlo Magri, e dal consigliere federale, Luciano Cecchi. Gli dissero “andiamo a Scampia, a salutare chi promuove la pallavolo tra le cosiddette vele”. Lui, Mauro Berruto, accettò senza esitazione, consapevole che sarebbe uscito da quell’esperienza con un carico di emozioni indelebili.

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Il primo selfie a Scampia

A circa due anni da quel selfie che fece il giro del mondo, Mauro Berruto, è tornato in quella palestra, per salutare i suoi amici dell’Athena Volley. Svestita la tuta della nazionale italiana, è tornato per suggellare un legame oramai indissolubile, nato con uno scatto di smartphone, e raccontare al pubblico di “DRIBBLING” come lo sport sappia e possa essere alla base della rinascita socio-culturale dei quartieri e delle città dove la luce del sole pare sempre ovattata da stereotipi, delinquenza, degrado ed abbandono. Adesso Mauro Berruto, impegnato in mille attività (la pallavolo è sempre al primo posto), è un giornalista, bravo, attento, coraggioso e meticoloso. Attraverso le parole e le immagini costruisce ponti che avvicinano culture e mettono in contatto le persone raccontandone l’essenza attraverso eventi e storie.

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Berruto con Ivan Capozzi dell’Athena Volley

“Ogni due anni sento il bisogno di tornare qui da voi – ha scherzato Mauro Berruto al cospetto dei ragazzi in festa dell’Athena Volley seduti proprio sotto lo striscione con il selfie scattato durante la prima visita – e pertanto posso dirvi che ci rivedremo, sicuramente, tra due anni”.

Nel corso di Dribbling, in onda sabato a partire dalle 13.25 su Rai 2, Berruto parlerà dei miracoli sportivi di Scampia, della palestra di Judo del mitico maestro Maddaloni, e dell’Athena Volley, piccola società di pallavolo che sta diventando grande all’ombra delle famigerate e temute vele di Scampia. Storie di sport e vita. Proprio quello che piace a Berruto con cui però non abbiamo potuto evitare il discorso pallavolo. Inevitabile anche per lui che di pallavolo, forse, parla anche nel sonno.

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I piccoli dell’Athena Volley

Coach Berruto, cosa consiglia ai tecnici campani per far risorgere il settore maschile? Questione tecnica, emotiva, storica? Questa la domanda che gli abbiamo posto, questa la risposta: “Credo che l’esperienza di Rio debba essere alla base della programmazione tecnica delle prossime stagioni. Tutto il paese si è emozionato ed esaltato con la nazionale e quella fiaccola olimpica deve trasmettere una fiammella a tutte le società e gli atleti, giovani o meno giovani, che praticano questo sport. Quando un allenatore ed un ragazzo entrano in palestra devono sapere di far parte di un’organizzazione che dal ’96 al 2016 è riuscita ad essere sempre rappresentata da un gruppo di uomini quantomeno in una semifinale olimpica. Si tratta di un dato unico nella storia dello sport di squadra a livello mondiale che è sintomatico di una cultura sportiva e del lavoro di assoluta eccellenza. Questa cultura che ci fa primeggiare da anni, deve essere alla base dell’attività di tutti i giorni prima ancora di schemi, esercizi, fondamentali ecc … ecc …”.

Avremmo dovuto e potuto chiedergli altro, magari stuzzicarlo sulla questione sempre aperta dell’addio alla nazionale o su cosa farà da grande, ma questa risposta ci ha mandato al tappeto. Precisa, coinvolgente e pregnante di significato. Questo è Mauro Berruto, l’amico della pallavolo campana. 

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