Ngapeth, l’uomo in perenne “Golpe Mentale”

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Earvin Ngapeth, l'uomo delle giocate impossibili e dell'eterno "Golpe Mentale"

Earvin Ngapeth è senza ombra di dubbio il giocatore più geniale al mondo: pensa e smazza giocate al di sopra di ogni logica aspettativa, un talento più unico che raro

La saggezza popolare mi ha sempre affascinato. Con poche parole i proverbi riescono a riassumere passaggi filosofici “abbassandoli” alla portata di tutti. Credo che qualcuno abbia coniato il termine “pillole” di saggezza proprio riferendosi alla straordinaria potenza dei proverbi. Mia nonna (pace all’anima sua), una delle maggiori esponenti della scuola proverbiale, ha provato in ogni modo a trasmettermi parte di quel sapere bombardandomi quotidianamente con sventagliate di “detti”. Il più bello in assoluto? “Ogni testa è un tribunale”. Straordinario per sintesi e significato … un trattato di antropologia che adesso proverò ad adattare al mondo della pallavolo.

Riduciamo ad icona il discorso appena intavolato e scaldiamoci con questa cosetta griffata Earvin Ngapeth …

Dicevamo “ogni testa è un tribunale”, perché in soldoni ognuno di noi è governato da istinto, razionalità, genio, indolenza ecc… ecc… che metaforicamente siedono quotidianamente, istante per istante, in un’aula di tribunale scambiandosi accuse, difese e giudizi che poi, alla fine della fiera, garantiscono il nostro vivere civile intervallandolo con momenti paurosamente primordiali. E’ un attimo e ci si ritrova nel nulla o, nella migliore delle ipotesi, in paradiso. Basta un gesto per essere un mostro, basta un tocco per diventare eroe. Nella vita come nello sport.

Per un giorno vorrei tanto presenziare ad un’udienza interiore della corte suprema di Earvin Ngapeth. Mi piacerebbe assistere all’eterna lotta che infiamma la mente dello schiacciatore francese classe ’96 di Modena mentre sta per ordinare al suo corpo un “attacco incosciente”. Vorrei proprio capire quale malsano meccanismo si innesca in quel tribunale neuronale che produce sempre la stessa sentenza: LARGO AL GENIO!

Earvin Ngapeth nasce a Saint-Raphael il 12 febbraio del 1991. Madre natura lo dota di un fisico scultoreo, di due gambe formato molle, e di braccia infinite alle cui inarrivabili estremità decide di apporre due pinze dalle sembianze di mani. Il fisico del pallavolista, del cestista, del centometrista o se preferite del salto in lunghista (si dice così?). Il fisico di un super eroe con la testa di un eterno fanciullo che a 26 anni, con medaglie già al collo, Coppe (di ogni specie) sollevate e Scudetti cuciti in petto, continua a sognare l’impossibile. Perché a Earvin di schiacciare forte, sopra il muro, in diagonale o più semplicemente bene, non gliene è mai fregato un emerito beep. Earvin ha da sempre sognato di personalizzare il gesto tecnico più prepotente della pallavolo elevandolo ad arte scultorea. Andare su per poi metterla giù? Banale, fin troppo semplice per uno come lui. Ed allora ecco che in quel tribunale il giusto e sbagliato, l’istinto e la ragione, il bene e la follia, hanno trovato un compromesso.

La celebre schiacciata in 360° Ngapeth (vedere per credere) l’ha pensata quando forse non ancora sapeva dove sarebbe arrivato. L’ha sognata da bambino (mi piace fantasticare così) quando si divertiva con la pallavolo immaginando (forse) qualche sortita nel mondo del basket Nba. Ed è in questa commistione di sport e movimenti che il talento francese attualmente in forza a Modena, risulta paragonabile a chi come Maradona, Muhammad Alì e Michael Jordan ha saputo elevare il semplice e specifico atto sportivo in messaggio di inconsapevole armonia universale.

La finta d’attacco con alzata perfetta volante, ad esempio è una roba che solo a dirla risulta impossibile. Impossibile da escogitare, inverosimile da provare, utopico da realizzare. Ma Earvin Ngapeth, l’uomo degli strike automobilistici, dei capelli giallo fluo, dei problemi con i controllori del treno e dei litigi con Ivan Zaytsev, può come solo i super eroi sanno fare. Problematico, irascibile, sempre pronto a polemizzare, Ngapeth è la differenza nello sport differente, il campione che mancava e che mai avevamo ammirato capace di far sobbalzare dal divano anche lo sportivo non del settore. Un autentico barlume di speranza per evangelizzare il mondo dello sport oltre la rete. Sto provando a sedere in quell’aula di tribunale. Sto immaginando un’udienza folle con accusa e difesa che dibattono contemporaneamente, i giurati che dormono e l’imputato che ingiuria i giornalisti presenti in aula. In quel caos c’è il giudice che resta impassibile … lui ha già deciso: LARGO AL GENIO E BUONA NOTTE A TUTTI! Se dovessi definire Earvin Ngapeth in una frase? L’uomo con un perenne GOLPE DI STATO mentale! Chapeau Earvin, vola e facci sognare!

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