Caro Tosco ti scrivo …

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Alberto Matarazzo, un anno fa la terribile scomparsa del tecnico irpino

… per dirti che dalle nostre parti le cose vanno bene. Oddio, potrebbero andare decisamente meglio se ad esempio ci fossi ancora tu al nostro fianco; se ad esempio, ci fosse ancora la tua folta barba in giro per i campi di tutta Italia; se ad esempio, il tuo vocione riecheggiasse ancora nelle palestre. Inutile pretendere l’impossibile, inutile volare oltre con l’immaginazione. Ad un anno esatto da quella fredda, triste e cupa serata in cui la morte ti strappò dalle nostre esistenze, abbiamo imparato a non chiederci più, perché? Quel perché non avrà mai risposta. Quel perché resterà per sempre un enigma di una tragedia sensatamente insensata.

Insomma dobbiamo abituarci ad una strana quotidianità. Una quotidianità priva di uno dei suoi più autentici artisti del giornaliero. Una quotidianità di cui tu eri artefice silenzioso e che oggi tra gioie e dolori, sofferenze e vittorie, sconfitte e lezioni, timeout ed erroracci, giocate incredibili e colpi di fortuna, avanza nella sua inesorabile fluidità. La pallavolo è decisamente uno sport più triste senza te ma anche grazie a te, è sempre più la nostra vita. Tutti assieme andiamo avanti anche e soprattutto per tenere in alto il nome di chi, come te, ha vissuto sempre all’ombra di una rete con il sorriso sulle labbra tipico dei visionari. Sono 365 giorni che te ne sei andato lasciando un vuoto, che dire enorme sarebbe riduttivo, nel cuore di famiglia, amici, compagni e conoscenti. Quella palestra che avresti dovuto aprire è stata aperta. Quella palestra che rimase chiusa la sera del 15 febbraio 2016, pulsa di vita e gioia grazie al lavoro ed alla passione di persone che come te amano la pallavolo. In fondo è proprio questo un miracolo … andare avanti per farti vivere per sempre!

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