Tiffany, l’attacco che abbatte il muro del pregiudizio?

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Tiffany era Rodrigo ed ora abbatte le avversarie in A2 femminile con Palmi

La storia dell’atleta brasiliana che da poco ha cambiato sesso ed ora gioca con Palmi in A2 femminile: dopo il suo super esordio monta la polemica in Italia

Gli attacchi devastanti a tutto braccio di Tiffany contro Trento
Gli attacchi devastanti a tutto braccio di Tiffany contro Trento

Oggi si chiama Tiffany Pereira De Abreu. Ieri si chiamava Rodrigo Pereira De Abreu. Oggi gioca in A2 femminile in Italia con Palmi. Ieri giocava nei campionati maschili in Spagna, Olanda, Francia e Belgio. Oggi come ieri Tiffany è alta 192 cm, di ruolo fa l’attaccante e la sua potenza decisamente al di sopra della categoria, ha fatto saltare dalla sedia parecchi addetti ai lavori. All’esordio assoluto con la sua nuova squadra, Palmi, è entrata nel secondo set, contro La Delta Informatica Trentino cambiando definitivamente gli equilibri di un campionato che adesso si interroga su come approcciare ad una situazione destinata a far parlare e discutere.

Sopra il muro avversario: Tiffany ha dominato contro Trento
Sopra il muro avversario: Tiffany ha dominato contro Trento

Il suo ingresso in campo, accompagnato da stupore misto ad attesa ha portato ad un ribaltamento totale della partita. Trento, che aveva vinto il primo set 17-25 è stata letteralmente impallinata da Tiffany andata ripetutamente oltre il muro per sparare missili terra aria inusuali per il volley femminile. Risultato? 52 palloni attaccati con quasi il 50% di realizzazione, Palmi che ha vinto 3-1 ed una sensazione di strana impotenza da parte delle avversarie che hanno poi, quasi intravisto in Tiffany un tentativo di trattenersi per non sembrare ancor più devastante.

Tiffany durante l'esperienza sportiva in Belgio nel campionato maschile
Tiffany durante l’esperienza sportiva in Belgio nel campionato maschile

Fin qui il racconto dei fatti, inequivocabili e sotto gli occhi di tutti. Poi le polemiche con la dirigenza di Trento che ha denunciato un vuoto regolamentare che rischia di far saltare il piatto a livello nazionale. Tiffany rappresenta, come Ameri (ma in quel caso la giocatrice vista con Olbia gioca nel ruolo meno evidente di libero), l’inizio di un processo di inclusione che potrebbe definitivamente cambiare il volley femminile. Ma Tiffany oggi è una donna che in quanto tale ha diritto di giocare con le donne. Allo stesso tempo Tiffany fino a qualche mese fa era Rodrigo che giocava con gli uomini. Adesso c’è da capire se Tiffany, donna al 100% sia da considerarsi una giocatrice dopo che i suoi muscoli, per anni, sono stati irrorati da ormoni a predominanza maschile educandola a sforzi e limiti atletici differenti dagli standard femminile. Perché il discorso è tutto qui. Ben al di là di preconcetti, chiusure mentali e battutacce varie già circolate. Tutti siamo aperti e maturi per accogliere chi decide, nella totale libertà personale, di essere quel che vuole. Ma nessuno vuol perdere per evidente inferiorità come accaduto alla meglio attrezzata Trento contro la decima forza del campionato, Palmi. Tiffany è una ragazza che ama la pallavolo, e su questo non c’è dubbio e preclusione. Tiffany era Rodrigo ed anche su questo non esistono dubbi. Lo sport in generale e la pallavolo in particolare non possono ignorare tutto ciò. La pallavolo deve prendere una posizione chiara per confermarsi uno sport che noi continuiamo a definire differente.

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