Sitting Volley, l’Italia “campana” subito grande … in soli tre anni

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Le ragazze della nazionale italiana di sitting volley: battendo Slovenia e Iran hanno staccato il pass per i quarti di finale

La nazionale femminile che parla tanto campano è tra le magnifiche 8 al mondiale in svolgimento in Olanda: storia di una grande impresa

Circa tre anni fa il settore sitting volley italiano nasceva ufficialmente. Tre anni fa la Fipav creava da 0 un settore tecnico e un primo gruppo di atleti (sia maschile che femminile) offrendo di fatto a migliaia di disabili un’opportunità di riscatto sociale ed un palcoscenico su cui mostrare le proprie capacità sportive. Tre anni sono trascorsi da quell’inizio. Tre anni volati via tra corsi, raduni, workshop ed eventi promozionali durante i quali il Sitting Volley italiano è cresciuto nella quantità e nella qualità imponendosi oggi, 17 luglio 2018, come una delle nazioni all’avanguardia in questa disciplina.

La gioia azzurra dopo il successo sull’Iran

Rifletteteci bene: in tre anni la Fipav è riuscita a colmare (parzialmente) un gap con nazioni impegnate in questo settore da decenni dimostrando come la passione ed il duro lavoro si possano tradurre in successi. Merito di un’attenta programmazione e per noi campani del sacrificio profuso da Guido Pasciari, uomo-simbolo di un triennio che ha visto un’iniziativa principalmente sociale svilupparsi in un fenomeno sportivo di primissimo livello. Dapprima come C.T. della neonata nazionale femminile (dopo aver ricoperto il ruolo di coordinatore tecnico del settore sitting della Fipav Campania) e poi come consigliere federale con referenza al Sitting Volley, Pasciari ha forgiato una mentalità collettiva vincente e gioiosa portando oggi, martedì 17 luglio 2018 (torniamo a questa data storica), la nazionale femminile ai quarti di finale del mondiale in svolgimento in Olanda.

Una piccola grande impresa resa possibile anche e soprattutto dalla competenza del grande campione, Amauri Ribeiro, subentrato alla guida tecnica del gruppo femminile proprio al nostro Guido Pasciari, ereditandone spirito e mentalità con l’aggiunta di una conoscenza del gioco unita ad un’incalcolabile capacità di trasmetterla. E poi, in maglia azzurra, seduta a sudare e combattere, c’è un cuore campano di una scugnizza senza età che con il suo contagioso sorriso e la sua inconfondibile grinta ha forgiato il carattere di una nazionale che l’ha eletta all’unanimità capitana: Alessandra Vitale. Alessandra e Guido, Guido e Alessandra sono l’orgoglio della nostra regione che proverà a dare il suo contributo in questo rush finale di mondiale olandese che, dopo aver battuto Slovenia e Iran e ceduto con gli onori delle armi alle campionesse olimpiche della Cina, sogna un epilogo immaginifico. Nei quarti l’Italia giocherà con l’entusiasmo dell’outsider che tutti temeranno e rispetteranno. Forza ragazze, siete il nostro orgoglio più grande!

 

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